Il 29 luglio u.s. è stato inviato un documento congiunto di tutte le sigle dell'associazionismo frantoiano al Masaf. Mentre le istituzioni chiudono le porte ai trasformatori, i depositi traboccano di prodotto invenduto e la prossima campagna olearia si annuncia come un disastro annunciato. I frantoiani lanciano l'allarme: senza liquidità e senza spazi, il collasso dell'intera filiera è dietro l'angolo. Richiesta l’immediata apertura di un tavolo di crisi.
Il testo integrale della comunicazione:
Linee di indirizzo e denuncia delle associazioni di categoria dei frantoiani sulla crisi in atto.
1. IL RISCHIO PRIORITARIO: L'IMPOSSIBILITÀ DI RITIRARE LE OLIVE E L'OLIO DELLA PROSSIMA CAMPAGNA
La criticità più grave e imminente che minaccia l'intera filiera olivicolo-olearia è il concreto rischio di non riuscire a ritirare le olive e l'olio in vista della prossima campagna olearia. Questa drammatica prospettiva si fonda su due ostacoli insormontabili di natura logistica e finanziaria:
- Saturazione fisica dei depositi: A causa della gravissima crisi delle giacenze invendute, i frantoi si trovano con i magazzini e i depositi ancora saturi del prodotto della scorsa stagione. Questa mancanza di spazio fisico renderà materialmente impossibile accogliere le nuove produzioni.
- Blocco totale della liquidità e violazione normativa: L'immobilizzo dei capitali derivante dall'olio invenduto priva le strutture della liquidità necessaria per remunerare gli olivicoltori. I frantoiani, privi di risorse e con linee di credito esposte, non saranno in grado di pagare la materia prima conferita entro i tempi tassativi imposti dalla legge (ovvero entro i 30 giorni previsti per i prodotti agricoli deperibili dall'art. 4, comma 1, lett. a del D.Lgs. n. 198/2021 in materia di pratiche commerciali sleali).
Questo scenario comporterà una reazione a catena: non solo i frantoi in crisi profonda rifiuteranno il ritiro per mancanza di mezzi e spazio, ma anche tutte le altre aziende sane saranno costrette a bloccare i ritiri per tutelare la propria stabilità economica futura, lasciando gli olivicoltori senza canali di sbocco per il proprio raccolto.
2. LE CAUSE DELLA CRISI: CROLLO DEI PREZZI E GIACENZE NEI FRANTOI
La crisi attuale nasce da uno squilibrio finanziario generatosi all'inizio della scorsa campagna. I trasformatori hanno acquistato la materia prima dagli olivicoltori a prezzi molto alti (il prezzo di ritiro dell'olio all'ingrosso ha registrato picchi di 9-10 euro/kg, stabilizzandosi su una media di 7-8 euro/kg). Successivamente, il prezzo di mercato è crollato abbondantemente al di sotto dei costi di acquisto iniziali. Di conseguenza, i frantoiani si trovano oggi intrappolati in una condizione drammatica: bloccati nell'impossibilità di vendere l'olio stoccato oppure costretti a farlo registrando pesanti perdite economiche, restando fortemente esposti finanziariamente con gli istituti di credito.
3. L'AGGRAVIO DEI COSTI STRUTTURALI OPERATIVI
Oltre al deprezzamento del prodotto, sui bilanci dei frantoi (sia per il prodotto sfuso che per quello confezionato) grava il continuo rincaro dei costi operativi di gestione:
Energia Elettrica: Subisce rincari strutturali pesantissimi; l'energia rappresenta un fattore produttivo vitale e insostituibile per i processi estrattivi meccanici.
Logistica e Trasporti :Forte aumento delle tariffe sia per il trasferimento della materia prima sia per la distribuzione finale del prodotto finito.
Gestione Sottoprodotti: Oneri gravosi per la movimentazione di sanse e acque di vegetazione, con l'aggravante della totale mancanza di garanzie sulla destinazione d'uso agroenergetico della sansa bifasica.
4. L'ISOLAMENTO ISTITUZIONALE E LA MIOPIA SINDACALE
A fronte di questa emergenza materiale, le categorie dei trasformatori denunciano un totale e incomprensibile isolamento da parte delle istituzioni e delle grandi sigle sindacali:
- Esclusione dal "Tavolo Olio" Ministeriale (14 luglio 2026): La convocazione presso il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha visto la partecipazione esclusiva delle organizzazioni agricole e cooperative, omettendo del tutto i frantoiani (imprese artigiane, cooperative e industriali). Le associazioni firmatarie definiscono tale esclusione un grave errore strategico, in quanto si pianificano interventi parziali senza ascoltare chi detiene materialmente il prodotto.
- Esclusione a livello regionale: Gli assessorati regionali non hanno convocato la categoria dei frantoiani ai tavoli di confronto sui prossimi bandi operativi.
Questo fenomeno accade perché l'anello della produzione primaria (gli olivicoltori) ha venduto e incassato tutto all'inizio della scorsa campagna, godendo di un benessere temporaneo e non percependo il colpo che si sta abbattendo sui frantoi. Di conseguenza, le grandi confederazioni non stanno esercitando la dovuta pressione politica, lasciando la categoria dei trasformatori in un totale stato di abbandono.
5. LA RICHIESTA URGENTE DEL COMPARTO
Per scongiurare il collasso della filiera e il blocco totale del ritiro delle produzioni nella imminente campagna, le associazioni nazionali e territoriali firmatarie chiedono con assoluta urgenza la convocazione immediata di un tavolo di crisi alla presenza del Ministro e degli assessori regionali competenti, anche per analizzare le richieste già presentate al MASAF durante il tavolo dello scorso 28 Maggio, tra le quali ad esempio, tra le più urgenti, la richiesta all’ABI per una moratoria sulle esposizioni bancarie.
29 Luglio 2026
Associazioni Frantoiane nazionali firmatarie:
AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari – F.to Alberto Amoroso;
FOA Italia – Frantoi Oleari Associati – F.to Michele Librandi;
ASSOFRANTOI - Associazione Frantoi Oleari Italiani – F.to Paolo Mariani;
CNA Agroalimentare – F.to Francesca Petrini;
Confartigianato Frantoiani – F.to Federico Fresia;
Rappresentanze regionali:
ASFO – Associazione Siciliana Frantoi Oleari – F.to Pietro Pipitone; (ASSOFRANTOI)
AFO Sicilia – Associazione Frantoiani Oleari di Sicilia – F.to Salvatore Samperi; (FOA ITALIA)
Associazione Frantoi Oleari Calabria Citra – F.to Leone Chiaramonte; (FOA ITALIA)
Assofrantoi Calabria – F.to Giuseppe Ruffa (ASSOFRANTOI)
AFP – Associazione Frantoiani di Puglia – F.to Stefano Caroli; (AIFO)
FIOQ – Frantoiani Italiani Olio di Qualità – F.to Alfonso Fucci; (FOA ITALIA)
Assofrantoi Puglia – F.to Giacomo Calefati; (ASSOFRANTOI)
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Commenti
Ottimo lavoro! Per la prima volta una posizione unitaria di tutte le maggiori associazioni, nazionali e locali, dei frantoiani.